Progetto: Laboratorio D.MOD  

L’unità dell’androgino.

Il lavoro qui presentato è stato oggetto di una esperienza espositiva all’interno di un’attività’ artistica del laboratorio di Design ed Arti contemporanee D. MOD della città di  Mestre. Il lavoro è indirizzato nella realizzazione di un ciclo di sculture che esplorano il tema dell’androgino platoniano.

Due volti cavi, quattro figure scomposte nel medesimo corpo, una duplice testa, diventano la rappresentazione e l’espressione della potenza dell’unità. Un’impostazione classica della figura invece che accentua la solennità’ dell’immagine e del contenuto elaborato. Unita’ intesa come aggregazione, come processo dialettico, cioè un processo che genera forza fisica e psichica, una forza che si trasforma e dimentica l’origine del singolo. È’  il “terzo genere”, due soggetti entrambi partecipi, entrambi presenti, in una fisionomia che accoglie la duplicità.

È una forza terribile, come si diceva nell’antica Grecia, di grande vigore e possanza che voleva espugnare l’Olimpo degli dei, tanto che Zeus con l’aiuto di Apollo divise a colpi di saetta in due gli androgeni e creo’ i due sessi, dotandoli della possibilità di ricongiungersi e di ritrovare nella loro necessaria unione il proprio completamento.

In questo capovolgimento, dai singoli all’androgino o dell’opposizione dell’androgino ai singoli, può affermarsi l’esistenza di un nuovo spazio, formato da una complessità di intenti e dalle diversità delle relazioni, incidendo su una necessità di apertura culturale che può scardinare i punti di origine. Così trasformati e potenziati nei dialettici intrecci della realtà, dimenticando la forza della solitudine, prende spazio la ... forza potenziata della relazione, ....... la forza possente della diversità’.

 

Le diversità viste da un’altra prospettiva, diventano anche l’affermazione delle minoranze.

Quelle minoranze che esprimono differenze, cioè quelle specificità che appaiono dalla complessità del nostro e del loro vivere e che cercano e vogliono trovare un proprio spazio, una propria motivazione di esistere. Per trovare e occupare questo luogo proprio, esse tendono a frammentare, ad erodere le mura granitiche dell’ordine costituito, poiché esigono trasformazioni, cambiamenti, tendono a porre in una luce di decadenza le strutture organizzative esistenti, richiedono quindi un movimento di rinvigorimento dell’intera comunità, che tuttavia non è in grado di dare rapide risposte.

È lo squilibrio di un canto rispetto alla sua base musicale, .... è il canto delle sirene che non consente ai naviganti di proseguire il loro viaggio. Ecco l’importanza del senso del dualismo che esiste dentro noi, del senso di sentire l’altro o l’altra parte, non tanto come mera accettazione, ma come trasformazione e radicale cambiamento delle mentalità e del modo di pensare la nostra vita futura. Una spinta possente e un elogio all’agire, al coraggio.